Di te
vedo
il viso
le mani
i capelli raccolti
di te
ho abitato
la presenza del tuo silenzio
il silenzio della mia assenza
di te
mi manca
lo sforzo di sentire
quello che volevo
volevo amarti
ed è una pena per me non riuscire
ancora oggi
a forzare l’amore
io
che pensavo di potere tutto
non posso forzarmi
ad amare chi mi ama
per me
questa
è la tortura più grande
il fallimento estremo
la tragedia irrimediabile
senza insegnamento
qui
io finisco
mi confondo
non so più dove cercarmi
in questo pensiero
in questo dolore
il respiro si ferma
e
il cammino mi è sbarrato
io non posso più proseguire
per farlo
dovrei tornare
a quel giorno
dirti
resta
ti prego
dirti
ho bisogno di te
dirti
resto
e tu capiresti
e resteresti
lo so
lo faresti
ma io non ho il coraggio
e tu non hai la forza di restare
ma io
all’epoca
abitavo il silenzio
e non potevo tradirlo
perché
non avevo altre case
in cui nascondermi
nè parole per dirmi
che sono anche fragile
e che ho sete d’amore
Lo dico ora
che non cerco
pensieri
luoghi
persone
silenzi
in cui nascondermi
resto
resta
lo dico ora
che so accettarlo
va bene
non essere pronti
a non sentirsi all’altezza
va bene
essere fragili
essere duplici
resto
resta
e ora
qui
dove di te sento
non più solo il silenzio
ma anche
la presenza
lo spessore
la consistenza
qui
dove
tu
sei
tu
senza toccarmi
senza coinvolgermi
senza confonderti
con me
proprio qui
tu sei
e
finisci
proprio qui
io torno a sentire me
solo me
senza coinvolgerti
dando spazio
ai miei pensieri
dando un senso
alle mie ragioni
ai miei limiti
ai miei confini
qui
io
mi ritrovo
e
inizio
torno a respirare