Quel giorno
c’era tanta afa
quel caldo infestante
dei pomeriggi di luglio.
Mentre parlavamo
un forte fastidio
percorreva la mia schiena
raggiungeva la pelle.
Ti stavo consegnando
qualcosa che era solo mio
e che non volevo davvero condividere.
Ti stavo cedendo quella parte di me
solo perché avevo bisogno
di creare una distanza.
Un modo
codardo, lo so
per allontanarti,
per darti un motivo valido
per lasciarmi,
per smettere di amarmi.
Per mettere le distanze
si usano i paletti
e anziché piantarli saldamente
io li ho tolti.
Ho abbattuto tutti i confini dentro di me
pensando che potessi essere tu
a tracciarne uno
ancora più grande, più determinato,
più robusto, più invalicabile.
Ma l’unica cosa che accade,
quando abbatti i confini,
è ritrovarti senza confini
ancora più disorientato
alla mercè del caso.
Faceva caldo,
quel pomeriggio di luglio,
quando ho imparato
che l’unico modo per amare
per amare davvero
è essere sinceri
“non ti amo più
ma ho paura di lasciarti”
sarebbe stato più onesto
più vero.
L’onestà è arrivata più tardi.
Ho imparato la lezione.