Quando le imprese hanno affittato gli stand e pagato i loro conti; quando gli ospiti hanno accettato l’invito ed è stato trovato loro un alloggio; quando tutti noi abbiamo pagato il nostro biglietto per partecipare al Lucca Comics, chi si preoccupa di come arriviamo in città?
Come arriva la gente a Lucca durante i giorni del Lucca Comics? Stando ai dati pubblicati sul sito ufficiale del Lucca Comics and Games, sono stati più di 275.000 i biglietti venduti per i cinque giorni di manifestazione, dal 30 ottobre al 3 novembre. Eppure, sembra che nessuno si chieda come far arrivare questa marea di persone in città. E come farla andare via.
Ho lavorato al Lucca Comics per tutti e cinque i giorni, alloggiando a Livorno – facendomi ospitare perché non mi sarei potuta permettere un affitto – e prendendo il treno da Pisa a Lucca, andata e ritorno.
La situazione sui treni era indescrivibile: le aree antistanti alle porte erano occupate, non c’era uno spazio libero per muoversi, per passare, per girarsi. Scenario simile nei corridoietti dei vagoni, tra le due file di sedili: tra le persone sedute a terra e quelle in piedi, non c’era lo spazio neanche per il capotreno di controllare i biglietti. Nessuno poteva andare in bagno. I finestroni dei vagoni: tutti chiusi.




A questo dramma, già di per se sufficiente per assicurare un viaggio pericoloso, oltre i limiti della sicurezza che in un treno dovrebbe essere garantita, se ne aggiunge anche un altro: quello dei ritardi.
Treni partiti anche venti minuti dopo, oppure rimasti fermi nelle stazioni intermedie tra Pisa e Lucca per minuti che sembravano interminabili. Senza che nessuno comunicasse niente. In quel tempo di attesa, con le porte aperte, hanno continuato a salire le persone, riempiendo ancora di più un treno già al colmo.
Il picco c’è stato il 2 novembre, alla fine della giornata. Il treno per Pisa era previsto per le 18.16 in partenza dal binario 5. Da Porta San Pietro il binario dista appena un km a piedi. C’è voluta un’ora e mezza per raggiungere la stazione. Uscita dalle mura alle 17.50, sono arrivata al binario alle 19.30. Un’ora e mezza di fila, con una moltitudine indistinta di persone che hanno atteso rimanendo all’oscuro di tutto. Nessuno ci ha aggiornato sulla situazione dei treni, sui tempi di attesa; non sono state previste delle navette sostitutive per scremare la fila, nè treni ulteriori rispetto a quelli di linea. Persone abbandonate a loro stesse per un’ora e mezza, per poi arrivare al binario e salire su un treno già strapieno.





Il giorno dopo ho chiesto alla capotreno come mai c’erano stati tanti disagi. La sua risposta, sfuggente e infastidita, è stata “Perché ce ne sono troppi”. Non si sa di cosa: di treni? Di corse? Di persone? Di disagi? Non è dato saperlo, perché subito dopo la risposta, si è dileguata.
La cosa buffa è che già due anni fa ho lavorato al Lucca Comics, facendo avanti e dietro sulla stessa tratta Pisa Lucca, e già allora c’era lo stesso disagio: moltitudini di gente in fila per ore, treni in ritardo, treni strapieni, nessuno che dava informazioni.



E mi sono arrivate testimonianze anche di persone che al Lucca Comics ci sono state nel 2010:

E questa è la situazione sui treni per Pisa. L’unico modo in cui Trenitalia ha gestito l’ingente afflusso di persone è stata dividere le file a seconda delle destinazioni. Se andavi a Pisa, facevi la fila a sinistra, se andavi a Firenze, ti mettevi a destra, per Viareggio sempre dritto. Anche le altre file non se la passavano bene.
La difficoltà più evidente è stata la mancanza di programmazione. La totale impreparazione ad accogliere le migliaia di persone che si sono presentate.
Quanto è bello il Lucca Comics, quindi, solo se sei il sindaco di Lucca, se dormi a Lucca, o se sei un’azienda che ha speso migliaia di euro per avere uno stand durante la manifestazione e ha sfruttato persone per guadagnare 100 volte i soldi investiti.
Se sei un lavoratore, un visitatore senza macchina o un capotreno di Trenitalia, l’evento può trasformarsi in un incubo.
Di anno in anno, gli organizzatori del Lucca Comics – il comune di Lucca e la società Lucca Crea – si pongono sempre molte domande: quali aziende ammettere agli stand? Quanta pubblicità fare all’evento? Chi invitare? Quanto far pagare il noleggio degli spazi? Di quanto aumentare il costo del biglietto dell’evento? Che “sottotitolo” dare alla fiera (quello di quest’anno è The butterfly effect)? Come organizzare gli spazi? Chiudere o tenere aperte le scuole nei giorni feriali della fiera? A chi dare il permesso per circolare in auto?
Tanti dubbi, tante questioni aperte che di volta in volta si prova a risolvere in modi sempre diversi: basti solo pensare all’aumento del prezzo del biglietto: se l’anno scorso il 2 novembre, giornata in cui è prevista più affluenza, costava 30.60€, quest’anno 33€. La differenza di prezzo ha riguardato anche i biglietti di più giorni: 5 giorni quest’anno sono costati 95€, a fronte degli 82€ dell’anno scorso, tre giorni 76€, rispetto ai 65€ precedenti.
Ormai sono anni che il Lucca Comics è uno degli eventi più atteso e popolare nel mondo dei fumetti, eppure nessuno sembra essersi posto il dubbio su come gestire i trasporti. Viene da chiedersi se sia normale una situazione del genere. Ma anche di chi sia la responsabilità di tutto ciò. È possibile che per un evento del genere, per cui è prevista un’affluenza di migliaia di persone cui Lucca non è abituata, non siano pensati dei trasporti ad hoc? È possibile che l’organizzazione del Lucca Comics non comunichi con Trenitalia, dandole modo di organizzarsi per tempo nei giorni della fiera? È possibile che Trenitalia, dopo anni di Lucca Comics, ancora non abbia imparato ad organizzarsi per tempo, ma debba sempre gestire il momento di crisi lì per lì, senza un’attenta pianificazione?
Intanto, il Lucca Comics continua ad ospitare gente da tutta Italia e da tutto il mondo. Il costo dei biglietti aumenta. Le aziende che partecipano fatturano un sacco di soldi. I loro lavoratori vengono sfruttati per bene durante questi cinque giorni. Trenitalia, nonostante le immense difficoltà, continua ad essere operativa. Tutti contenti, a parte chi viaggia in treno, che non solo paga un biglietto più alto, ma sconta le conseguenza di tutta questa disorganizzazione e mancata attenzione.
Allora mi chiedo: se i disagi dei trasporti fossero una condizione sufficiente per far decidere alle persone di non partecipare al Lucca Comics, diventerebbe una priorità gestire in modo programmato e attento il trasporto? Al momento, non è dato saperlo.