La stanza è nel caos. Le ante degli armadi sono aperte da giorni, condivido il letto con diari, libri, penne e bottiglie d’acqua piene, perché non bevo mai. Sulla sedia sono ammucchiati i vestiti che metto la mattina e tolgo la notte per dormire. La cucina è in ordine solo perché non vivo da sola, quindi mi impongo di tenere puliti gli spazi comuni.
Eppure sono giorni lenti. Giorni di appartenenza al mondo, alla vita.
Sono questi giorni qui:









































