Ciao, come stai?

Capita che a volte la vita possa essere difficile. Un peso che le tue spalle non riescono a sopportare. Che la quotidianità risuoni in te con un’eco troppo forte, e tu non sei pronto per ascoltarla. Per accoglierla.

Può capitare che le cose più banali, quotidiane, quelle che si fanno senza pensare, a volte diventino difficili.

Capita che poi perdi il senso di ciò che fai.

Succede, molto più spesso di quanto si possa immaginare, che non ci sia armonia nei pensieri. Che non fluiscano chiari e lineari, ma creino un vortice nero così potente che in un baleno tu ti ritrovi sul fondo senza sapere bene come, né perché. Senza averlo voluto. Ma capita, e da quel fondo è difficile rialzarsi, tornare ad affacciarsi sulla vita per riempire gli occhi di luce.

Ti perdi nei meandri della mente, entri in labirinti senza vie d’uscita, con mura alte e taglienti. Nelle stanze blindate della mente c’è solitudine. E tu non puoi acciuffarla con le mani, ma solo sentirla sulla pelle. E ti lascia nuda, senza armi, indifesa. Ti strappa la pelle e a te rimangono solo le ossa a cui aggrapparti. A volte neanche quelle, e allora devi toccare con mano qualcosa nella realtà, per ancorarti al presente. Per ricordarti che sei viva, che anche se stai precipitando dentro, fuori non succede niente.

Capita che poi la famiglia, il lavoro, le amicizie, gli amori, che tutto ciò in cui sei immersa, tutta la realtà che ti circonda, si ammali della stessa malattia che fa soffrire i pensieri. E allora salta tutto. Non c’è più libertà nelle azioni, non c’è armonia nei sentimenti, non c’è chiarezza nella mente.

Non c’è pace, ma solo un vortice di pensieri che frastorna. E tra tutti questi pensieri, ne fa capolino uno, che è più grintoso degli altri: tutto questo non sta bene.

E quando questo non sta bene, che si fa? Si chiede aiuto.

Perché a volte l’anima è rotta, e non si può aggiustare da sola. E il veleno che fa marcire i pensieri viene proprio dalle ferite dell’anima, quelle che ti ostini a non guardare, quelle su cui poggi uno sguardo superficiale, mentre ti racconti: “Ci penso più tardi”.

E invece no. La salute mentale viene prima di tutto, perché senza non esiste salute.

Oggi è la giornata della salute mentale, quella che dobbiamo celebrare e difendere tutti i giorni, quella per cui dobbiamo chiedere aiuto. Perché quando ti rompi una gamba, “corri” subito da un dottore. Impariamo a farlo, e a non giudicarci, anche quando l’anima va in pezzi, e gli angoli velenosi pungono i pensieri.

Non si parla di salute mentale perché a nessuno piace dire “sto male”. E a nessuno piace sentirsi dire “sto male”. Eppure le persone si ammalano di continuo, e le anime con loro. E non è una vergogna, né un motivo di biasimo. Ci vuole anzi molta forza per guardarti dentro e capire che forse non va bene vivere come hai sempre vissuto. Che puoi stare male. Che ti puoi mettere in dubbio. Che possono esistere mille altre forme di vita, e che tu puoi sceglierle, ogni giorno, in ogni momento.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ugologu ha detto:

    Ok,ti chiamerò Nino. Lui,il grande Nino diceva….basta la salute e un par de scarpe nuove.😊🤭.
    Ma scherzi a parte,hai ragione.Tu la salute ce l’hai,le scarpe nuove anche.
    Concordo con i percorsi da affrontare e con le sue difficoltà .🤗Corriiiiiiii

    Piace a 2 people

    1. ailuig91 ha detto:

      Cammino veloce, correre non mi è mai piaciuto troppo😄

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...