Cambiare

Da venerdì non faccio che leggere della trasformazione di Noemi. E prima di lei, ho letto tanto di Adele, e ancora di Lizzo, di Rihanna. Di esempi ce ne sono tanti, e tutti sono legati da un unico filo: il corpo, femminile, al centro dell’attenzione mediatica.

Come se una persona non abbia altro da offrire, o di cui far parlare, eccetto il proprio corpo.

E siamo proprio noi a tenere in mano gli estremi del filo che unisce queste storie: da una parte c’è la condanna, dall’altra l’assoluzione.

Come se ingrassare o dimagrire sia giusto o sbagliato.

Come se un corpo più magro rispetto a prima sia necessariamente migliore, e da elogiare.

Noemi ha inciso un nuovo album, “Metamorfosi”, e tra qualche giorno parteciperà a Sanremo, dove duetterà con Neffa.

Eppure questo non fa notizia. Devi andarlo a cercare, e un paio di righe le puoi anche trovare lì, in fondo agli articoli in cui la dieta e l’allenamento di Noemi sono gli unici protagonisti della narrazione.

Ancora una volta, per l’ennesima volta, il corpo femminile è al centro di un’attenzione priva di sostanza, di un giudizio apparente che nulla ci dice rispetto alla persona giudicata.

Di nuovo l’apparenza occupa la nostra mente, e perdiamo di vista tutto il senso vero della vicenda.

Che l’essere o meno magri non significa nulla. Il vero cambiamento è una faccenda talmente tanto interna ed intima che non deve riguardare necessariamente il corpo.

Non è il corpo, ma quello che contiene. Non è la dieta, ma sono i pensieri. Non è il cibo, ma l’amore che nutri per te stess*.

Sulla copertina di una nota rivista appare Noemi in un vestito rosso molto sensuale, la scritta gigante “Il mio corpo libero” e attorno alla sua foto tante didascalie in cui leggiamo “Il diritto di” e brevi citazioni di storie contenute nel giornale.

La mia domanda è: libero da cosa? Perché io non vedo libertà, ma mercificazione. Strumentalizzazione.

Sento con orrore che è ancora valida l’equazione magrezza=bellezza, o peggio magrezza=salute. E invece una mente può essere profondamente malata anche in un corpo magro, all’apparenza sano e allenato; oppure può essere estremamente sana abitando un corpo più tondo.

E allora è davvero cambiato qualcosa? Possiamo accettare che la bellezza e il valore di una persona non passi per le forme del suo corpo?

Ci vuole tempo per cambiare. E per cambiare l’opinione pubblica ci vogliono forse dei secoli. Ma c’è sempre un punto di partenza.

E allora iniziamo a parlare di idee, e di progetti; di sogni, e di ambizioni.

Parliamo di punti di vista.

In fondo alla nostra coscienza c’è quel senso critico che è nascosto sotto strati di paura, o di luoghi comuni, che cede di fronte alle foto luccicanti o alle prime pagine satinate di giornali che ci educano alla cultura dell’apparenza.

Che fanno del corpo un dio da adorare, sacrificando la mente.

Parliamo di bellezza, e di meraviglia. Di scoperta.

Parliamo di quanto sia bello fare pace con la propria testa, esserle amica, e avere pensieri puliti, alleati del nostro benessere. E chiediamoci a noi cosa importa se la cantante o l’attrice di turno sia ingrassata o dimagrita.

Cosa aggiunge questa informazione al suo valore. E alla nostra ricerca di noi stessi.

Il fatto di essere personaggi pubblici non giustifica che ad essere messa alla gogna sia sempre la forma fisica. È proprio questo il corto circuito. Che il corpo sia così disperatamente oggetto di attenzioni da chi non sa che quelle energie può utilizzarle per farsi del bene.

Parliamo di crescita. Parliamo di cosa una persona può offrire al mondo. Dell’entusiasmo con cui inseguire noi stessi nelle scelte che ci determinano.

Vogliamo parlare di Noemi? Allora spostiamo l’attenzione sulla sua musica, sui testi delle sue canzoni, cerchiamo di capire cosa vuole dirci. Chi è, oltre alla cantante che è cambiata, che è dimagrita, che è “migliorata”.

“È così da sempre” non significa nulla. Chiediamoci se siamo d’accordo con, e se ci rispecchiano proprio le cose che facciamo senza sapere o chiederci il perchè, “perchè si è sempre fatto/pensato in questo modo”, o “perchè lo fanno tutti”.

Chiediamoci perché noi desideriamo e ci accontentiamo di queste informazioni così superficiali e, soprattutto, cerchiamo di capire se è proprio con questa facilità che ci rivogliamo a noi stessi, e se possiamo fare lo sforzo di leggere oltre la copertina.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. er puleggia ha detto:

    Comunque a me sembra uguale a prima 😂
    Chiaramente parlo di Noemi 🤔

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    1. ailuig91 ha detto:

      Aspettiamo Sanremo per lasciarci stupire dal cambiamento ☺️

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      1. er puleggia ha detto:

        E poi un po di ciccia non ha mai fatto male a nessuno 😁
        Quest’anno il Sanremo va visto più che mai

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      2. ailuig91 ha detto:

        Ok, ci guardiamo Sanremo mentre mangiamo la carne quest’anno 😀

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      3. er puleggia ha detto:

        Guarderemo il sanremo mangiando popcorn e faremo un po di gossip, in fondo il Sanremo è anche questo 😉

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  2. ugologu ha detto:

    Dovevi fare psicologia,non giurisprudenza 🤣.Ma quello che leggi è purtroppo quello che a molti piace.Non la capacità professionale di qualcuno,ma l’aspetto.Questo ce l’ha propinato la società che ha privilegiato l’immagine.E purtroppo questo è stato introdotto da un tipo di TV commerciali. 🤗

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    1. ailuig91 ha detto:

      questo è quello che ci propinano “commercialmente”, ma ci sono anche altri canali di informazione, se vogliamo sapere qualcosa di più serio e concreto. Se ti cucinano tutti i giorni carne e a te non piace, continui a mangiarla, o inizi a cucinarti da solo?

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