Il festival del nazional popolare

È molto interessante osservare in che modo Sanremo sia una vetrina non solo per la musica, ma anche per temi di attualità e per veicolare messaggi di “speranza” che in tempi di Covid sono essenziali.

Insomma, di nazional popolare non c’è solo la musica, ma anche, e soprattutto, la retorica che si nasconde dietro determinati discorsi.

Ci sono stati tanti discorsi in queste serate: quello interpretato da Matilda De Angelis sui baci, quello di Elodie sulla vita di periferia, quello di Barbara Palombelli sulle donne.

Fatto con le migliori intenzioni, per carità, ma anche ricco di clichè e, perché no, di ipocrisia, di retorica anche molto sporca. Che non è neanche lontanamente imparentato con una cultura “femminista” perchè mi sembra che non ne abbia ben chiaro il significato.

Sì, perché il femminismo non è la lotta delle donne per essere riconosciute uguali agli uomini. È una corrente, o un movimento, o meglio, una forma mentis, che ci consente di svelare gli inganni del patriarcato, liberandoci dal potere latente del maschio alpha, bianco, etero, che ha studiato, che lavora e mantiene la propria famiglia, che non ha emozioni, che è sempre impeccabile e non riceve mai NO. Maschio alpha che può essere anche una donna, che ricopre lo stesso ruolo.

Il femminismo è dunque volto ad abbattere gli schemi di cui si nutre la società, per ridare un valore intrinseco alla persona. Andare oltre il ruolo che ci viene assegnato nel momento in cui nasciamo, affinché possiamo trovare da soli il nostro posto nel mondo.

Ecco che il discorso della Palombelli, prima facies, è celebrativo della forza e del ruolo delle donne; del sacrificio necessario per assumersi la responsabilità del proprio essere ribelli; è un’esaltazione dello studio e del sacrificio richiesto per essere indipendenti.

Ne siamo davvero sicuri?

Eppure la Palombelli non fa che porre l’accento sul ruolo di spina dorsale delle donne rispetto a tutto il Paese. Accudiamo i malati di Covid, teniamo aperte le scuole ed unite le famiglie.

Quindi cos’è cambiato rispetto al solito vecchio e noioso ruolo di angelo del focolare? Esattamente niente.

Insomma, non prendiamoci in giro. Noi donne siamo di nuovo rinchiuse in uno schema, e questo discorso ce lo sta dicendo chiaramente.

Allora io mi chiedo, alla luce di questa sua prima affermazione: esattamente, a quali diritti si riferisce la Palombelli, quando, nel prosieguo del discorso, ci dice che noi giovani abbiamo diritti per cui le donne hanno lottano nel ’70? “Ragazze, dobbiamo lottare sempre” per cosa? per difendere il diritto ad essere, dopo anni di lotte, ancora riconosciute solo ed esclusivamente come gli angeli del focolare? No grazie, io non ci sto proprio. Perché se oggi, nel 2021, in un programma di tale risonanza, si parla ancora delle donne in termini esclusivi di accudimento, vuol dire che in passato si è lottato per le cose sbagliate o, forse, che le lotte erano talmente giuste che il potere delle donne spaventa al punto che bisogna ridimensionarlo, contenerlo, fare finta di niente.

“Facciamo rumore”, infatti. È esattamente rumore il senso del discorso della Palombelli, estremamente egoriferito, e che accosta immagini a caso, iniziando dal ruolo delle donne alle canzoni che ascoltava da piccola, passando per la morte “accidentale” di Luigi Tenco, come se fosse stato vittima inconsapevole di un innocuo gioco con uno strumento mortale.

È rumore, finché i nostri sacrifici, il nostro studio e il nostro lavoro vengono ripagati, non con la libertà, ma con questi discorsi paternalistici. A cosa serve sfiancarsi, se, alla fine, il nostro ruolo è sempre e comunque quello di accudire gli altri?

Leggendo vari articoli su internet, la cosa curiosa in cui mi sono imbattuta è che quando viene presentata la Palombelli, viene precisato che è la moglie di Rutelli. Quindi tutti sti paroloni sul lottare per la nostra libertà, per essere comunque sempre bollate come la moglie di..? Andiamo Barbara, dal tuo essere ribelle, mi aspettavo qualcosa di davvero più rivoluzionario.

Ci sono state tante reazioni positive a questo discorso, e probabilmente alcune frasi, decontestualizzate, hanno sicuramente un valore intrinseco. Tuttavia tutto viene abbattuto dalla superficialità, dalla confusione e dalla banalità del modo in cui questi argomenti vengono presentati ed analizzati.

E, ormai lo sappiamo bene, la confusione è sempre uno strumento manipolativo, nella speranza che l’uditore sia poco attento, poco informato, poco socialmente impegnato.

Ci danno ciò che pensano vogliamo sentire. Una donna ci dice di lottare, di studiare e di lavorare, di fare rumore e di non farci togliere la libertà, perché come ce l’ha fatta lei, possiamo farcela tutte.

A rientrare nei clichè, immagino. Lei, che nonostante il suo essere “ribelle” e la sua carriera, è ancora presentata come la moglie di.

Una chiara rappresentazione di ciò che si intende per maschilismo tossico.

Per fortuna non abbiamo bisogno di questi discorsi perbenisti per sapere chi siamo. Per sapere in quale realtà viviamo e per cosa dobbiamo lottare. Giusto?

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giusy ha detto:

    Mammamia Giulia.. non so quale intervento mi abbia causato più nausea.. banali e sessisti .. L’attrice che prova a fare la professoressa “cattiva e sexy”… Elodie (non me ne vogliano i fan) ma .. artista dove???.. la Palombelli che parla solo di sé con un contenuto discutibile.
    Lo dico (e dirò) sempre: le prime nemiche delle donne sono – e saranno- le donne stesse.
    Buona serata.☺

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  2. Giusy ha detto:

    ..ovviamente in questo caso per “nemiche” intendo che gli interventi a mio avviso, erano così scontati e mal concepiti, da farti pensare, paradossalmente, all’opposto

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    1. ailuig91 ha detto:

      Sono d’accordissimo. Dobbiamo iniziare ad amarci e ad essere più collaborative, non a continuare a servire in modo becero e subdolo la società.

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      1. Giusy ha detto:

        il problema è proprio che per come è concepito tutto l’assetto socio culturale, continueremo a scontrarci. Qualcuno potrà dire che il mio primo commento sia “contro le donne”, avendo giudicato (male) ad esempio Elodie. Ecco.. assecondare e dire necessariamente “bella e brava” non equivale a fare strada, circa la considerazione della donna (non credo che vogliamo tutte essere sempre osannate) e.. vedere donne continuamente esposte o sempre lì pronte a dire e giustificare quanto la donna sia forte, brava, capace e competente come un uomo (anzi di più) mi sembra un discorso senza senso.. che non ci porterà da nessuna parte -.-

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      2. ailuig91 ha detto:

        infatti questo è proprio lo schema di cui siamo vittime. Dobbiamo essere sempre brave, impeccabili, sempre forti, sempre idolatrate. E la realtà, in tutto questo rumore, che ruolo gioca? Perdiamo totalmente di vista noi stesse in questo modo. E veniamo sfruttate affinchè anche le altre donne seguano questo esempio. Un sano “no”, un educativo “così non va bene” spaventa. C’è un libro molto bello che si intitola “No” di Lorenzo Gasperrini, che tratta l’argomento 🙂

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      3. Giusy ha detto:

        non ho letto il libro ma conosco il lavoro e l’autore; mi sembra un grandissimo suggerimento. non so se l’hai fatto in passato ma potresti dedicare qualche post ampliando la riflessione partendo da qualche pagina dell’autore.. sarà anche uno spazio “piccolo” ma è pur sempre una voce importante la tua. ci penserei su 🙂

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      4. ailuig91 ha detto:

        Ci sto pensando ☺️ questa mia apertura alla scrittura sul blog sta andando di pari passo con consapevolezza e crescita personale ☺️ e sapere che ci sono persone disposte ad ascoltare e confrontarsi rende questo spazio molto grande 😃

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      5. Giusy ha detto:

        vai Giulia! Applausi e tifo per te! allora aspetto 🙂 (anche per Freud son curiosa.. la sua biografia la conosco davvero bene ehehehe) no dai.. mi fa molto piacere se ti sei incuriosita anche su di lui 😉

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      6. ailuig91 ha detto:

        Ps ho letto di Freud, forse scriverò anche di lui🥰

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  3. Camelia Nina ha detto:

    potere latente del maschio alpha, bianco, etero, che ha studiato, che lavora e mantiene la propria famiglia, che non ha emozioni, che è sempre impeccabile e non riceve mai NO. Maschio alpha

    È uno stereotipo culturale creato ad hoc dai gruppi di liberazione femminista

    Non si può fare la guerra ai pregiudizi coi pregiudizi

    Parere mio personale

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    1. ailuig91 ha detto:

      E qual è il pregiudizio a cui fare la guerra?

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  4. Camelia Nina ha detto:

    angelo del focolare

    Tecnicamente significa custode del fuoco
    A xomprendernw inrimamentw il senso non c’è null di solito vecchio e noioso

    Ma è stato trasformato anch’esso in luogo comune dalle solite note

    Il potere innesca i sistemi antisistema per tenere sotto controllo i veri dissidenti e tenere lontano gli pseudo ribelli dalla verità

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    1. ailuig91 ha detto:

      È un’immagine bellissima, ma non tutte le donne devono necessariamente ritrovarsi in questa. Alcune possono avere altre ambizioni. Ci sono persone che combattono il potere volendo imporre il proprio; e questa è solo la ripetizione di uno schema disfunzionale. E poi c’è chi non ci si riconosce e prova a ribaltare le cose, senza imporre schemi. Ma è giusto che se ne parli. Rendere evidenti le prigioni mentali è il primo passo per liberarsene.

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  5. Camelia Nina ha detto:

    *a comprenderne intimamente
    *nulla

    Perdona gli errori di digitazione

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