Notti inso(g)ni

Puoi chiamarla pazzia, oppure solitudine.

Un vuoto incosciente, il richiamo dell’anima a se stessa, il limitare tra il sonno e la veglia, dove niente può difenderti, e i mostri che più temi vengono a farti visita.

E tutto intorno c’è il silenzio.

Il lieve sussurro della notte, che abbraccia i sogni e colma gli spazi che la ragione dimentica.

E lì nel letto, così arrendevole, la mente fatica a combattere contro il sonno che imperversa, che abbatte le resistenze della volontà, sconfiggendo ad uno ad uno gli ultimi baluardi posti a difesa del mondo sensibile.

Ed è già sogno.

La realtà che conosci si mischia a colori, umori, suoni che creano un’armonia dissonante, una sinfonia di meraviglia e orrore a cui non puoi sottrarti.

E allora i rumori che di giorno sono cosa piccola, a cui non badi, ora sono clamore, frastuono che ti immobilizza sul letto e ti attraversa, e non fai neanche in tempo a chiederti di che si tratta, perché sai che non c’è risposta, che la tua mente non è più solo la tua mente, ma è invasa dallo strepitio dei sogni.

E la paura stessa non è più come sei abituato a conoscerla, a percepirla: non è controllabile, e non basta respirare per calmarti. Ti assale un vortice allo stomaco che ti risucchia, e da cui non puoi scappare.

E il corpo resta lì, muto e fermo, incapace di reagire, a lasciarsi invadere da queste sensazioni così forti, così genuine e terribili.

A godere di brividi che di giorno non ti concedi, che non assecondi, contro cui non ci sono più difese ora.

La gioia si mischia alla paura in un concerto che ti lascia sgomento, perché non potevi sapere che consonanza creano, e che fortuna potervi assistere, almeno la notte, almeno in un sogno.

I rumori della notte sono strani. Perché di giorno non li noteresti, anzi, davvero non ci presti attenzione.

Di notte, invece, hai solo loro ad agganciarti alla vita. E ascoltarli è un po’ come ascoltare te stesso, sentire a che profondità li lasci penetrare, e scoprire quanto profondo può essere il coraggio per affrontarli, nonostante tu stia sognando.

La notte giunge come balsamo per le emozioni lasciate inascoltate, quelle rifiutate, considerate indesiderabili. E te le presenta lì, davanti agli occhi, nell’immobilità del sonno, e nell’incostanza del sogno, dove non puoi scappare.

Te le mostra nella loro interezza, su quel terreno tanto fertile quanto irrazionale che è il mondo onirico.

Te le serve quando tu sei più pronto ad accoglierle: quando possono abbracciarti e conquistarti perché nessuna difesa le respinge.

Perché se le emozioni appartengono alle sensazioni incontrollabili, ai clamori dell’anima che non esigono spiegazioni, ai sussulti del cuore che palpita più forte dei pensieri che lo rincorrono, è lì che devi incontrarle.

Lì dove non puoi spiegarle, dove non puoi soggiogarle, dove non possono essere respinte.

La notte giunge a salvarci dalla nostra coscienza, ci offre il dono dell’irrazionale, il bacio dell’imprevedibile, l’abbraccio incontrollabile di ciò che di giorno tentiamo di comprendere, di padroneggiare, di rendere schiavo della nostra ragione.

E poi c’è una chiave che gira nella toppa, e la porta si sta per aprire, ma tu sei solo in casa, e nessuno ha quelle chiavi, e quando si apre la porta la paura ti porta spontaneamente a spalancare gli occhi e a renderti conto che era tutto un sogno.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. “La notte giunge a salvarci dalla nostra coscienza, ci offre il dono dell’irrazionale, il bacio dell’imprevedibile, l’abbraccio incontrollabile di ciò che di giorno tentiamo di comprendere, di padroneggiare, di rendere schiavo della nostra ragione.”
    Una visione molto azzeccata, onirica e sognante, in effetti!

    Bella descrizione dell’interiorità che si muove accarezzando il buio! 🙂
    Braverrima!

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    1. ailuig91 ha detto:

      Questa notte non è stata impegnativa solo per la Befana, anche a giudicare dal tuo ultimo articolo 😃

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      1. Il mio ultimo articolo era di ieri sera alle 18: per fortuna non mi sono svegliato anche stanotte! 😀

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      2. ailuig91 ha detto:

        Ahahah per fortuna, sennò la befana non ti portava niente 😂😂

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